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Lunedì, 15 Giugno 2020

Quale sicurezza nelle orologerie italiane? E quale futuro delle vendite?

Quale sicurezza nelle orologerie italiane? E quale futuro delle vendite?

Una riapertura all’insegna della sicurezza, quella dei negozi e degli showroom dedicati al mondo della gioielleria e dell’orologeria. Tra ripeto del distanziamento sociale e delle norme igienico-sanitarie, anche il mondo del retail del lusso torna ad aprire le porte alla clientela, oltre al mondo digitale.

Come raccontato in una recente intervista a Pambianco Stefano Amirante di Rocca 1974: “Stiamo adattando il nostro modello di vendita a questo nuovo scenario: vogliamo continuare ad essere una garanzia per i nostri clienti e un punto di riferimento nel settore”.

Secondo la Fédération de l’industrie horlogère suisse, dopo il -9,2% registrato lo scorso febbraio, l’export degli orologi svizzeri ha chiuso marzo in calo del 21,9% a 1,3 miliardi di euro: indicativo del momento globale soprattutto il -41,3% registrato dai volumi di vendita. A livello geografico, la maggior parte dei mercati ha segnato un calo brusco, a partire dall’Italia, che segna un -57 per cento. Da segnalare, inoltre, la ripresa del mercato cinese, con l’export a +10 per cento.

“La situazione è in continuo divenire ed è difficile fare previsioni – sottolinea nella stessa intervista Chiara Pisa, AD di Pisa Orologeria - Ho la speranza che l’Italia e Milano torneranno a essere una delle mete favorite per il turismo internazionale; non dimentichiamoci poi dell’importanza di Milano come meta di quel turismo d’affari che ripartirà ancor prima. In generale, quindi, soprattutto nei primi tempi, l’internazionalità sarà minore, cosa su cui riflettere, ma che non rappresenta un problema insormontabile. Pisa Orologeria ha un’importante percentuale di clientela italiana, il cui interesse ed entusiasmo per l’orologeria non si è mai interrotto”.

E se gioielli e orologi di lusso sono beni durevoli nel tempo e in un momento come quello attuale possono anche rappresentare una buona allocazione per i propri risparmi, l’interesse per il collezionismo resta alto. E acquistare un pezzo di storia dell’orologeria può essere un buon investimento. Ad esempio, è stato recentemente battuto all’asta da Christie’s un Patek Philippe in oro rosa realizzato nel 1953 e contrassegnato con il nostro logo, Gobbi1842, a 9 milioni di dollari.

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